Questo è un blog personale su temi letterari e artistici che deve il nome a un commento di Cesare Pavese nel “Mestiere di vivere”. Dedicato a quel suo ossimorico ʼnienteʼ che tutto dice e tutto tace
17 dicembre 2023
Senza titolo
06 dicembre 2023
I fiori recisi di Vitaliano Trevisan
Paul Celan e Ingeborg Bachmann
21 gennaio 2023
L'inverno per Monet
29 novembre 2022
Le lezioni di Saramago (su SoloLibri.net)
Sulla scia delle "Lezioni Americane" di Italo Calvino, sono stati pubblicati per la prima volta nel nostro Paese gli interventi che lo scrittore portoghese José Saramago tenne presso Università e istituzioni italiane. Ne ho parlato su Sololibri.net. Qui di seguito il link al sito:
09 novembre 2022
La fine di un'epoca in un murale
Dmitri Vrubel, pittore russo morto pochi mesi fa a causa delle complicanze da Covid, è entrato nella storia insieme a ciò che voleva rappresentare: la fine di un'epoca, quella che ha segnato la Germania (e i destini dell'Europa) dal periodo immediatamente precedente la fine della Seconda Guerra Mondiale quando Usa, Gran Bretagna e Unione Sovietica decisero che il Paese tedesco e Berlino sarebbero stati divisi, cosa che poi avvenne nel 1961, e il 9 Novembre 1989, anno della caduta del famoso Muro che separava appunto la città fra Est e Ovest. Lo scopo dell'accordo era impedire la libera circolazione di beni e persone fra le potenze occidentali e della Nato e quelle filosovietiche del Patto di Varsavia. Risultato della diffidenza e delle ostilità in atto fra i due blocchi vincitori del conflitto.
A oggi sono passati trentatré anni dalla caduta del Muro.
Ritornando a Vrubel, egli volle raffigurare un bacio realmente avvenuto nel 1979 per i trent'anni dalla nascita della Germania orientale fra due leader comunisti, Bréžnev, sovietico e Honecker, tedesco.
Il dipinto subì inizialmente dei danni, ma il suo autore si rimise al lavoro ed è quello che si può ammirare adesso, anche se (almeno quando l'ho visto io, nel 2017) sono state posizionate delle transenne per evitare ulteriori problemi.
L'opera ha un titolo piuttosto emblematico: “Mio Dio, aiutami a sopravvivere a questo amore mortale”. Dmitri Vrubel forse non immaginava che il dipinto realizzato all'indomani della caduta del muro di Berlino su un tracciato del muro stesso, sulla Mühlenstrasse, denominato East Side Gallery, sarebbe diventato un'icona con file di turisti e curiosi per poter scattare una foto (tra i quali chi scrive).
Non c'è solo questo murale ma anche numerosi altri, creati per il desiderio di libertà e dalla voglia per tutti di lasciarsi alle spalle un triste passato, di guardare al futuro affinché certe cose non capitino più, senza tuttavia dimenticare. Anzi, proprio per non dimenticare. Un memoriale che vale davvero la pena di vedere dal vivo.
31 ottobre 2022
"Teschio con sigaretta accesa", Vincent Van Gogh
Teschio con sigaretta accesa è una delle prime opere di Van Gogh, realizzata negli anni 1885-86. Sicuramente la più macabra ma anche la più ironica. Si ritiene che il pittore olandese abbia utilizzato come “modello” uno scheletro dell’aula di anatomia della scuola di belle arti che frequentava.
Le interpretazioni sul dipinto però sono state le più disparate. Chi ha visto semplicemente una sfida verso le pratiche accademiche, chi invece una preoccupazione per le fragili condizioni di salute in cui versava già da giovane Van Gogh oppure ancora una sfida sarcastica rivolta alla morte. La propria, in particolare.
Il dipinto è conservato al Van Gogh Museum di Amsterdam.
29 ottobre 2022
I racconti di Amélie Nothomb (su SoloLibri)
19 ottobre 2022
I Black Tulips di Vitaliano Trevisan (su Sololibri)
Ho parlato su SoloLibri.net del libro uscito postumo dello scrittore e drammaturgo Vitaliano Trevisan, scomparso nel mese di gennaio di quest'anno. "Black Tulips", pubblicato da Einaudi. Link:
https://www.sololibri.net/Black-Tulips-di-Vitaliano-Trevisan.html
09 ottobre 2022
L'autunno nell'arte
08 ottobre 2022
Alla città della mia infanzia
"Non aveva segreti per me la mia città. Fosse o lieta o alcuna ombra la oscurasse, ero abituato a compatire i suoi umori, a spartire i suoi sentimenti più celati, a seguirne le rimutazioni tanto sulla faccia che guardava il mare, quanto su quella che guardava la montagna. Era un affetto il mio ben più intimo e geloso, di quello che le cose inanimate o credute tali sogliono ispirare: misteriosa mistione di amore e di dubbio, insaziabile bisogno di fedeltà".
Tratto da "Alla città della mia infanzia, dico", racconto di Alberto Savinio, contenuto nella raccolta Casa «la Vita», Adelphi, 1988.
Alberto Savinio, raffinato scrittore e pittore, pseudonimo di Andrea Francesco Alberto de Chirico (Atene, 1891 – Roma, 1952) fratello del più noto pittore Giorgio de Chirico, ha espresso alla perfezione quello che provo per la mia città e in generale quello che proviamo un po' tutti verso il luogo di nascita o dove sono le nostre radici, simboli di appartenenza. Essere di casa infatti si dice quando siamo a nostro agio in un posto. Città-casa, simbolo di vita ma anche di morte, di mistero, di amore e odio. La casa è il luogo per eccellenza di tutto questo. Con il carico che porta dietro (e dentro, appunto). Costruire delle fondamenta e tenerle ben salde diventa con Savinio principio universale.
In foto, una veduta aerea di Novara, la mia città di nascita.
06 ottobre 2022
L'autunno nell'arte
L'autunno è forse fra le quattro stagioni quella più rappresentata dagli artisti delle varie epoche e movimenti. Ciascuno a proprio modo ha espresso questo periodo dell'anno che si contraddistingue per il cambiamento rispetto all'estate che lo precede e per i tipici colori caldi e aranciati. Autunno metafora di ricerca e introspezione.
("Rimpianti d’autunno", 1882)




